staffing sprightly
ho immaginato di aprire la portafinestra, guardare avanti e tentare un tuffo non carpiato, per poter poi notare i rimbalzi che la terra umida di trasudazione vegetale potesse imprimere alla mia massa, sempre basata di terricio, partita e finità lì, con trasmutazioni per tempo e costanza, ma anche per lavaggi e spazzolate, rasenti alla pelle vivida, accesa di rosa e nero. ogni rimbalzo mi apre un mondo diverso, visto con altri occhi, qualche vivido sentiero che non ha orme, non calzano scarpette rosse col fiocco, solo tacchi a punta; una collezione di foto per ogni balzo, pattuito a priori con qualcuno dei piani alti, "non ne compierai più di una trentina, vai tranquillo".
sono tranquillo, tento di ripetere tutto daccapo, con due c, ripristino l'assetto che ho maturato nei secoli e propongo alternative che non sembrano utili, per nessuno, malefiche grida che tentano suggerimenti, solo acqua blu in un mare di acqua nera, non si mischia, tenta solo di sopravvivere e cerca tonalità mai ottenute, nè su tela nè tovaglia bianca.
ho comprato infiniti palloncini di lattice per racchiudere assieme tutte queste parole, trasfuse in pensieri vividi e sentiti sotto i capezzoli, mentre suoni di chitarre e voci pescano nel mare aperto qualche rimanenza, possibile solo grazie all'inquinamento.
al mercato una folla enorme per quell'unico esemplare irridescente, dove candide figure nere han gettato fiori, plancton e ami da pesca spezzati.. pungenti in occhi dolci e ondulati dalle interperie, non più colorati ma velati di nei gialli e ostinatamente irridescenti.
fermate il moto ondoso. stop.
sono tranquillo, tento di ripetere tutto daccapo, con due c, ripristino l'assetto che ho maturato nei secoli e propongo alternative che non sembrano utili, per nessuno, malefiche grida che tentano suggerimenti, solo acqua blu in un mare di acqua nera, non si mischia, tenta solo di sopravvivere e cerca tonalità mai ottenute, nè su tela nè tovaglia bianca.
ho comprato infiniti palloncini di lattice per racchiudere assieme tutte queste parole, trasfuse in pensieri vividi e sentiti sotto i capezzoli, mentre suoni di chitarre e voci pescano nel mare aperto qualche rimanenza, possibile solo grazie all'inquinamento.
al mercato una folla enorme per quell'unico esemplare irridescente, dove candide figure nere han gettato fiori, plancton e ami da pesca spezzati.. pungenti in occhi dolci e ondulati dalle interperie, non più colorati ma velati di nei gialli e ostinatamente irridescenti.
fermate il moto ondoso. stop.

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